INEDITO VENEZIANO

Inedito Veneziano

Cierre Grafica, 2021

In questo volume Federica Spadotto, storica dell’arte specializzata in pittura veneziana settecentesca, illustra il palcoscenico pittorico della Serenissima nel XVIII secolo focalizzando l’attenzione sui “fruitori” dell’opera d’arte.

Questi ultimi non vanno intesi come i committenti istituzionali o i collezionisti desiderosi di arricchire ambiziose raccolte, bensì i membri dell’upper class lagunare -e non solo- che sceglievano determinati temi legati ad altrettanto determinati generi pittorici per abbellire le “private stanze” delle loro dimore.

Attraverso capolavori museali ed opere inedite di grande interesse l’autrice passa in rassegna il gusto contemporaneo, orientato a ricercare nei generi del paesaggio, della veduta e del capriccio una sorta di metafora esistenziale destinata a divenire riflessione sul proprio tempo. Tale riflessione valica, inoltre, i confini della pittura figurista, dove gli eroi della mitologia o gli emblemi del cristianesimo condividono con lo spettatore stati d’animo, imperfezioni e fragilità, instaurando una straordinaria empatia.

Insieme alle primedonne -Canaletto, Francesco Zuccarelli e Giambattista Tiepolo- chiamate a narrare un ricchissimo universo emotivo attraverso una raffinata rilettura della storia, del mito della religione, sfilano personalità minori, spesso trascurate, che in questa sede trovano l’occasione di ritagliarsi un posto al sole nell’abbacinante atmosfera marciana. A costoro spetta il merito di tradurre in dialetto veneto il magniloquente linguaggio del mondo classico rivissuto in favole letterarie o immerso in ritagli campestri, scorci urbani, capricci e vedute immaginarie.

Ne sortisce un composito ritratto della “venezianità”, che si va delineando attraverso il continuo dialogo con le mode del momento ed il contesto politico: dalle suggestioni nordiche al vezzoso rococò; dalle “magnifiche sorti” della Repubblica al crepuscolo del secolo d’oro osservato all’ombra del leone.

GIACOMO GUARDI

Dipinti, disegni, gouaches

Edizioni dei Soncino, 2019

Il volume, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Gabriele e Anna Braglia di Lugano, rappresenta il primo studio monografico su Giacomo Guardi (Venezia, 1764-1835), figlio ed allievo di Francesco, che ne traghettò l’eredità artistica in seno al nuovo secolo.
Oltre a prendere in esame la figura del più giovane maestro in rapporto alla produzione paterna, ne viene ricostruita la biografia pittorica attraverso un puntuale confronto con il contesto veneziano contemporaneo.
Seguono le schede di catalogo, con la pubblicazione di fondamentali dipinti inediti e la puntuale disamina dei numerosissimi saggi grafici – suddivisi in disegni e gouaches -, molti dei quali resi noti per la prima volta in questa sede, per un totale di oltre 700 esemplari. Alcuni di essi vengono assegnati a Giacomo dopo una lunga storia attributiva legata a Francesco, illuminando una figura cardine della delicata fase di passaggio tra l’eredità del secolo d’oro ed il realismo ottocentesco.

IO SONO ‘700

L’anima di Venezia tra pittori, mercanti e bottegheri da quadri

Cierregrafica, 2018

L’opera illustra il mercato pittorico a Venezia nel Settecento. Per la prima volta l’attenzione critica si sposta dai grandi collezionisti alle dinamiche commerciali vere e proprie, che coinvolgevano gli stessi artisti, oltre a intermediari, diplomatici ed i cosiddetti “bottegheri da quadri”. Questi ultimi, titolari di negozi/laboratori per la vendita di dipinti al dettaglio, decreteranno, insieme a figure come il Console Smith o John Strange -di cui è resa nota l’inedita corrispondenza con l’intendente veneziano Giovanni Maria Sasso-, le sorti di Michele Marieschi, Canaletto, Francesco Guardi e molti protagonisti del paesaggio e della veduta, ovvero i generi che hanno reso celeberrima la città marciana nel suo secolo d’oro. Tra aneddoti, riflessioni e documenti, i dipinti sfilano ad illustrare uno scenario dai risvolti inaspettati, dove luci e ombre del mercato lagunare divengono metafora del nostro tempo.

FRANCESCO ZUCCARELLI IN INGHILTERRA

ALLE RADICI DELL’ORIENTALISMO

itinerario figurativo tra arte e costume nella pittura veneta del Settecento

in “Scritti in onore di Filippo Pedrocco. Bollettino dei Musei Civici Veneziani”, III serie, 9-10.2014/15, pp.95-103

PAESAGGISTI VENETI DEL SETTECENTO

paesaggisti-veneti-del-settecentoMinelliana, Rovigo, 2014
ISBN 9788865660508

per info e prenotazioni: paesaggistiveneti700@gmail.com

 

Da Francesco Aviani (Vicenza, 1662/63-1715) a Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, 1762-Milano, 1844), il volume si propone, per la prima volta, d’illustrare la genesi e lo sviluppo del paesaggio in Veneto, cui segue la definizione critica dei suoi interpreti nel secolo d’oro della Serenissima. Viene infatti strutturato un esauriente profilo biografico di ventitré personalità, oltre ad un ricco compendio di opere, in gran parte inedite, tese ad illustrare la maniera di ogni singolo pittore e lo svolgersi della propria biografia artistica.

Oltre ai nomi più noti, come Francesco Zuccarelli (di cui l’autrice ha pubblicato la monografia nel 2007), Marco Ricci, Giuseppe Zais, emergeranno dall’oblio figure inedite (Il pensionante zaisiano), quasi del tutto ignote alla storia dell’arte (Flaminio Grapinelli, Francesco Maggiotto) oppure conosciute in altri versanti (Antonio Visentini) o trascurate in virtù dell’appartenenza geografica (Domenico Pecchio, Tomaso Porta).

Grazie a fondamentali «scoperte», si potranno inoltre definire i profili talvolta ancora sfumati di quei pittori dediti al genere campestre nei territori marciani durante il XVIII secolo, epurandone il corpus da opere di emuli, seguaci ed imitatori. A fare da cornice ai maestri presi singolarmente in esame nei rispettivi capitoli, giunge un affascinante affresco della società contemporanea: sia veneziana, sia afferente agli altri capoluoghi gravitanti sul leone di San Marco, con particolare attenzione ai meccanismi del mercato ed alle specificità fisiologiche della rispettiva committenza.

Ne sortisce un complesso mosaico di dialoghi, echi, suggestioni più o meno evidenti tra culture e modelli di riferimento in un ambiente spesso molto lontano dalle luci della ribalta: a tratti spietato, a tratti boccaccesco, come rivelano alcuni curiosi aneddoti sui pittori presi in esame.

Francesco Aviani, Giuseppe Bernardino Bison, Pietro Brancaleone, Luca Carlevarijs, Giovan Battista Cimaroli, Antonio Diziani, Gaspare Diziani, Flaminio Grapinelli, Francesco Guardi, Il pensionante zaisiano, Francesco Maggiotto, Antonio Marini, Domenico Pecchio, Bartolomeo Pedon, Andrea Porta, Tomaso Porta, Marco Ricci, Antonio Stom, Andrea Urbani, Antonio Visentini, Gaetano Zais, Giuseppe Zais, Francesco Zuccarelli

TOMASO PORTA. VEDUTISTA

tomaso-porta-vedutista

Il ciclo Maffei-Sigurtà

Cierre Grafica, Verona, 2013

76 pagine, ill.
ISBN 9788895351872

Il volume, nato per presentare il ciclo di sei vedute di soggetto gardesano in collezione Inga-Sigurtà, si propone di indagare il profilo artistico di Tomaso Porta all’interno del retroterra culturale veronese. Da tale premessa sortisce un’ampia disanima sul noto paesaggista prestato alla veduta, in costante dialogo con i maggiori protagonisti del palcoscenico lagunare, ma allo stesso tempo appassionato poeta della «santa agricoltura» con l’alfabeto della luce e del colore.

FROM CARAVAGGIO TO CANALETTO

Catalogo della mostra, Budapest, Museum of Fine Arts.

Francesco Zuccarelli

KOSMOPOLIS

kosmopolis

Dialoghi con l’Europa nella pittura del Settecento veneto

La mostra presenta una selezione d’importanti dipinti -in gran parte inediti- sul tema dei vivaci interscambi culturali tra gli artisti della Serenissima e le principali scuole straniere. Attraverso la visione delle opere esposte, viene offerta l’opportunità di cogliere inedite sfaccettature ed esplorare nuove dimensioni artistiche di alcuni tra i più ricercati ed amati artisti attivi a Venezia: Francesco Zuccarelli, Giovan Battista Cimaroli, Francesco Simonini, Giovan Battista Pittoni, Pietro Antonio Rotari, Antonio Diziani, Francesco Casanova, Francesco Tironi.

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LA NATURA E LA GRAZIA

Giuseppe Zais, catalogo della mostra, Cesena.